Il cloud è già obsoleto, arriva l’edge computing per elaborare il dato alla fonte.

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L’edge computing

L’archiviazione dei dati in cloud comincia a dare segni di affanno. In suo soccorso arriva l’edge che, di fatto, non è una tecnologia alternativa o supplementare, quanto suppletoria e sinergica.

L’edge computing per elaborare il dato alla fonte in modo più veloce e più sicuro.

L’edge computing è un’architettura con cui è possibile elaborare informazioni laddove i dati vengono prodotti (edge computing, letteralmente, vuole dire elaborazione al margine). Quindi, rapportando questo concetto al cloud, i dati vengono trattati prima di essere inviati sulla nuvola. Per chi mastica il linguaggio tecnico, l’edge computing è un’architettura aperta, distribuita e con capacità di elaborazione decentralizzata.

L’edge permette quindi di trattare grandi volumi di dati laddove vengono generati

Con l’avvento della guida autonoma, dell’Industria 4.0, delle smart city e dei servizi a questi connessi, diventa sempre più importante elaborare i dati riducendo i tempi di latenza (peculiarità che distingue, insieme alla velocità di connessione, anche le reti 5G). L’edge permette quindi di trattare grandi volumi di dati laddove vengono generati, riducendo tra l’altro anche la larghezza di banda necessaria a trasferirli o, in alcuni casi, rendendo inutile il trasferimento delle informazioni sul cloud, aumentando così la sicurezza e il rispetto della privacy.

L’elaborazione dei dati avviene direttamente sul dispositivo che li ha generati (oppure su server vicini) e, per fare un esempio, la capacità di guadagnare millesimi di secondo può avere grandi vantaggi se si pensa alle automobili a guida autonoma, chiamate a prendere decisioni potenzialmente in margini di tempo molto stretti. Per questo motivo sulle automobili a guida autonoma vengono installati calcolatori (mini-server) capaci di resistere a urti e temperature elevate oppure, alle linee di produzione di una fabbrica, vengono accostati server che elaborano e scambiano dati.

Si riducono i costi e i rischi per la sicurezza.

In effetti solo i dati che necessitano di essere archiviati vengono inviati alle architetture cloud, risparmiando anche banda, riducendo costi e rischi per la sicurezza. Un esempio pratico riguarda i dispositivi Internet of Things (IoT) i quali, grazie ad un’architettura edge non devono inviare i dati a server remoti, garantendo così un maggiore livello di riservatezza e privacy.

I dati elaborati in prossimità vengono immediatamente utilizzati, rendendo meno pericolose le repentine (e mai del tutto escludibili) interruzioni di connettività. Sappiamo che, in Italia almeno, non tutto il territorio gode di coperture di banda (fissa e mobile) adeguate. Immaginare una connessione rapida, con tempi di latenza bassissimi in porzioni di territorio scarsamente raggiunte dai servizi delle Telco è utopico. L’edge lavora anche con il Wifi e con il 4G (LTE) e non per forza esclusivamente con il 5G.

Tutte le tecnologie e le applicazioni tecnologiche che trovano giovamento dall’edge sono, per loro natura, particolarmente suscettibili al tema della sicurezza. I dispositivi IoT soprattutto sono ancora molto vulnerabili; per proporli a prezzi vantaggiosi e per non deturparne le forme accattivanti, non vengono dotati di strumenti che li rendano più difficilmente violabili.  È quindi probabile che, in un’architettura edge computing, la crittografia e le VPN (Virtual Private Network o, in italiano, reti virtuali private) assumeranno ruoli centrali nelle sue implementazioni. Un’architettura edge, essendo basata su più server che lavorano di concerto, è anche meno suscettibile di crollare sotto il peso degli attacchi DDoS (tecnica usata da pirati informatici per bombardare un server di richieste fino al punto di saturarlo e renderlo inutilizzabile).

Concludendo l’edge

Si tratta, come detto, di un’architettura e quindi non esiste un elenco specifico di hardware e software da acquistare o assemblare. Ogni azienda o organizzazione deve conoscere la tipologia di dati raccolti e quali di questi devono essere elaborati con l’edge e quali devono eventualmente essere trasferiti verso il cloud (o un datacenter). Non ci sono soltanto server (o mini-server) in una rete edge, possono esserci anche solamente sensori che inviano dati, l’architettura diventa quindi molto variegata e ampia.

I prossimi cinque anni, dunque,  segneranno un deciso cambio di rotta da parte delle aziende in direzione dell’edge di rete.

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